Di Maio è caduto dal balcone


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Luigi Di Maio dice: "Andrei sul balcone". Lasciarlo andare. Non aveva niente da festeggiare quella notte del 27 settembre, ha ancora meno da rallegrare ora. Di Maio è due volte sconfitto, in verità. Quella sera fu sconfitto quando guardò fuori dal balcone di Palazzo Chigi con la vena gonfia sulla fronte e le dita di V per salutare quattro gatti del Movimento perché in realtà non aveva abolito la povertà. Ed è di nuovo sconfitto oggi perché la manovra andreottiana di Giuseppe Conte non contiene nulla che possa aiutare la crescita, ridurre il debito e migliorare la vita dei più deboli.

Lui e il suo amico Salvini hanno dato il calcio alla luna e alla fine si sono trovati con una roba che, se non altro, è vista con diffidenza da Bruxelles e con il terrore dei cittadini-contribuenti che si ritrovano, nel 2020, lo spettro di una tassa da puntura. Tutto questo dopo aver deriso quei leader europei che alla fine lo hanno vinto e buttando qualche miliardo dalla finestra proprio a causa della sbruffonaggine di cui hanno riempito la prima fase della trattativa. Un bellissimo capolavoro. Nessuno era riuscito a fare di peggio. Altro che governo del cambiamento, oltre che "abolire la povertà". Ora stiamo aspettando qui il famoso navigatore del Mississippi - che non sono fumetti di tipo Disney, ma in teoria quelli che dovranno dare lavoro a quelli che non lo fanno; attendere circa sessantacinque anni per andare in pensione con una riduzione dell'indennità e l'impossibilità di ricevere altre entrate; per sentirci dire della flat tax che non ci sarà mai; e altri servizi simili. In attesa di noi, intanto, c'è un grande aumento di 52 miliardi di IVA e balzelli di vario genere. Il lavoro non è ancora offerto - dov'è la dignità dell'omonimo decreto Dimaiano? - e volevo anche cancellare il bonus culturale per i giovani, fortunatamente non ce l'hanno fatta.

È una manovra che fa cadere le braccia: i sostenitori degli M5 e della lega dovrebbero essere i primi a notarlo. Hanno votato Di Maio e Salvini per questa roba? Ecco perché è giusto, e anche doveroso, guardare ai giovani che hanno scelto gli M5 o ai piccoli imprenditori del Nord che hanno attraversato il simbolo della Lega, per chiedere se è il momento di cambiare idea.

Perché lo diciamo chiaramente: la prima legge sul bilancio, la diarca Di Maio-Salvini, ha rovinato clamorosamente le sue intenzioni iniziali senza trovare nuove soluzioni per segnare una nuova agenda. L'effetto è una melma fangosa piena di insidie. Il "nuovo progresso" richiama piuttosto le pallide mediazioni degli anni Settanta e Ottanta, quelle senza riforme e con il denaro buttato al vento. I due "dioscuri" fanno sembrare Conte un Cavour come se fossero una piccola cosa. La mitezza di un Tria e di un Moavero ha prevalso (e in un certo senso, fortunatamente): tu conosci quella felicità, comunque.

L'articolo di Di Maio caduto dal balcone arriva da Democratica .

(Fonte: Articolo originale su Democratica)

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